FONTI RINNOVABILI E AGRICOLTURA SOSTENIBILE

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Questo nostro volume esce in piena pandemia Covid-19. Una pandemia che stravolge le nostre vite e che oltre al dramma sanitario comporta gravissime conseguenze economiche e sociali. Una crisi da cui dobbiamo sperare di uscire al meglio e più rapidamente possibile. Ma una crisi da cui auspicabilmente dovremmo trarre alcuni insegnamenti e che dovrebbe spingerci ad affrontare con l’energia che merita anche la crisi climatica. Non è qui il luogo per affrontare i nessi da crisi ambientale e pandemia – che pure sono stati dimostrati da numerosi studi scientifici – ma il punto è che se non ci muoviamo rapidamente sulla strada della decarbonizzazione, i cambiamenti climatici in atto comporteranno fenomeni sempre più estremi sino al rischio di diventare irreversibili se superiamo quella soglia indicata dall’IPCC: i 2 gradi centigradi (sarebbe meglio fermarsi a 1,5 dicono in verità gli scienziati) oltre alla temperatura media globale misurata prima della rivoluzione industriale. Il problema è che ce ne siamo già “mangiato” uno di quei gradi. Non c’è più tempo da perdere. Ovviamente uno dei settori – forse il principale, sia per le sue quantità di emissioni, sia per le implicazioni che ha su tutto il nostro sistema di vita – è il settore energetico. La transizione già in atto – grazie all’innovazione tecnologica che consente di ridurre costantemente i costi delle fonti rinnovabili – per cui stiamo uscendo dall’era fossile, deve accelerare. Dobbiamo fare più impianti eolici, più impianti fotovoltaici, biomasse, biometano, piccola e media geotermia, sfruttare il miniidro e tutte le altre fonti rinnovabili che ci metterà a disposizione la tecnologia in modo da essere pronti e “puliti” anche per l’elettrificazione dei trasporti o del riscaldamento/raffrescamento delle nostre case (con le pompe di calore). Ma l’altro settore che a volte si trascura come fonte di emissioni di gas climalteranti è l’agricoltura. Ma le attività agricole – quelle più innovative – possono al contrario diventare anche un formidabile alleato nella lotta alla crisi climatica. Si tratta quindi, insieme alle fonti rinnovabili, di spingere su quelle best practices agricole che riducono l’impatto e anzi possono arrivare ad assorbire carbonio. Dal biologico al “biometano fatto bene”, alla gestione intelligente del nostro patrimonio agroforestale. E invece spesso accade che queste due spinte entrino in collisione tra di loro. Si dice che il fotovoltaico a terra oltre ad essere “brutto” vada a detrimento della produzione agricola, che l’eolico avrebbe impatto devastante ovunque sul paesaggio (persino quando si propone di farlo in alto mare), per non parlare delle opposizioni che suscitano sul territorio biomasse e biometano, ci sono persino Bio-distretti che si oppongono al fotovoltaico.
Le buone pratiche relative al biogas agricolo sono state fornite dalla rivista Biogas Informa del  Consorzio Italiano Biogas.
Questa pubblicazione del Kyoto Club vuole smentire questa narrazione sulla presunta incompatibilità di buona agricoltura e fonti rinnovabili non con semplici dichiarazioni di principio ma con una serie di esperienze concrete.  Belle esperienze portate avanti da belle persone e da belle comunità. Esperienze da replicare.

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