L'ASSOGGETTAMENTO DI UNA STRADA PRIVATA A SERVITÙ DI USO PUBBLICO, IN RELAZIONE ALL'INTERESSE DELLA COLLETTIVITÀ DI GODERNE QUALE COLLEGAMENTO TRA DUE VIE PUBBLICHE, NON COMPORTA LA FACOLTÀ DEI PROPRIETARI FRONTISTI DI APRIRVI ACCESSI DIRETTI DAI LORO FONDI QUANDO IL RELATIVO INTERVENTO IMPLICHI UN'UTILIZZAZIONE DI ESSA PIÙ INTENSA E DIVERSA, NON RICONDUCIBILE AL CONTENUTO DELLA STESSA, CON CIÒ ESCLUDENDOSI L'APPLICABILITÀ DELL'ART. 825 C.C.

Descrizione

    Nella sentenza in commento la Suprema Corte si occupa di una questione relativa alla regolamentazione dei rapporti tra proprietari frontisti relativamente alla configurabilità della facoltà di aprire accessi diretti dai loro fondi quando l’intervento dovesse comportare un’utilizzazione di essa più intensa e diversa. La questione controversa prende le mosse dall’azione promosso in primo grado da un Condominio che aveva lamentato la violazione del regolamento condominiale e l'illegittimità della modificazione di alcune parti comuni dello stabile. A seguito della richiesta cautelare, il giudice adito emetteva ordinanza (confermata anche a seguito di reclamo) di sospensione dei lavori in corso di esecuzione ad opera della società costruttrice relativi alla trasformazione del piano terreno, adibito a palestra, in autorimesse, per effetto della quale si era venuta a verificare l'inutilizzabilità come parcheggio dell'area stradale posta in corrispondenza degli ingressi con perdita della possibilità del parcheggio per sei autovetture nella strada privata di proprietà dei condomini di vari stabili, tra cui quelli del ricorrente.

Specifiche

    Data: 23 Novembre 2021
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