TRIBUTI LOCALI – ESENZIONE IMU – CLASSIFICAZIONE CATASTALE – UTILIZZO DIFFORME DA CLASSAMENTO PER DIVERSA DESTINAZIONE

Nell’ordinanza in commento (n. 9364/2024), la Suprema Corte, in tema di esenzione IMU, ha stabilito che il riconoscimento del beneficio fiscale previsto per l’abitazione principale esige la corrispondente oggettiva classificazione catastale, per cui, se l’immobile è iscritto come uso studio con attribuzione della relativa categoria (A/10), è soggetto all’imposta anche se di fatto utilizzato come abitazione, essendo onere del contribuente che chiede l’esenzione dall’imposta impugnare l’atto di classamento per diversa destinazione.

Data: 11 Giugno 2024
LOCAZIONI ABITATIVE LEGATE ALL’ATTIVITÀ PROFESSIONALE DEL CONDUTTORE - APPLICABILITÀ DEL REGIME DELLA CEDOLARE SECCA

Nella sentenza in commento (n. 12395/2024), la Suprema Corte - in tema di redditi da locazione - ha stabilito che il locatore può optare per la c.d. cedolare secca anche nell’ipotesi in cui il conduttore concluda il contratto di locazione ad uso abitativo nell’esercizio della sua attività professionale, atteso che l’esclusione di cui all’art. 3, comma 6, d.lgs. n. 23/2011 si riferisce esclusivamente alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate dal locatore nell’esercizio di una attività di impresa o di arti e professioni.

Data: 28 Maggio 2024
PROCESSO TRIBUTARIO - CONTESTAZIONE DEL CONTRIBUENTE DEL CONTENUTO DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO NOTIFICATA A MEZZO POSTA - ONERE PROBATORIO

Nell’ordinanza in commento (n. 9279/2024), la Suprema Corte è tornata a pronunciarsi sul soggetto tenuto a fornire la prova circa il contenuto della raccomandata contenente una cartella di pagamento in caso di contestazione da parte del contribuente destinatario dell’atto.

Data: 30 Aprile 2024
MATERIA TRIBUTARIA - BENEFICI (ESENZIONI E AGEVOLAZIONI) - TERMINE PERENTORIO ANCHE IN ASSENZA DI INDICAZIONI TEMPORALI

Nella sentenza in commento (n. 7561/2024), la Suprema Corte ha ribadito che in materia tributaria, la previsione legislativa di un adempimento necessario per l’accesso ad un beneficio, posto a carico della parte, sia pure in assenza di indicazioni temporali entro cui provvedere, non esclude la sussistenza di un termine perentorio da individuarsi sulla base della lettura sistematica dell’istituto, sicché compete al giudice accertarne l’avvenuta scadenza, tenendo altresì conto della relativa normativa secondaria.

Data: 16 Aprile 2024
FRODI FISCALI IN AMBITO IVA – PAGAMENTO DA PARTE DELLA “CARTIERA” – ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA – NO DETRAIBILITÀ IVA E DISSEQUESTRO DEI BENI

Nella sentenza in commento (n. 9333/2024), la Corte di Cassazione penale si è pronunciata in merito alle frodi fiscali al fine di aggirare la normativa in materia dell’imposta sul valore aggiunto.

Data: 2 Aprile 2024
PROCESSO TRIBUTARIO – SANZIONI E INTERESSI TRIBUTARI – PRESCRIZIONE QUINQUENNALE

Nell’ordinanza in commento (n. 5220/2024), la Suprema Corte è tornata a pronunciarsi in merito al termine prescrizionale delle sanzioni e degli interessi in materia tributaria.

Data: 19 Marzo 2024
PROCESSO TRIBUTARIO - CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE PER ANNULLAMENTO DEL DEBITO AI SENSI DELL’ART. 4 D.L. N. 119/2018 - ESTINZIONE DEL PROCESSO - COMPENSAZIONE DELLE SPESE PROCESSUALI.

Nell’ordinanza in commento (n. 2828/2024), la Corte di Cassazione ha ribadito che l’estinzione del processo per cessazione della materia del contendere - in conseguenza dell’annullamento dei debiti tributari fino a mille euro ex art. 4 d.l. n. 119/2018 - comporta necessariamente la compensazione delle spese processuali tra le parti, risultando la controversia definita “ope legis” e, cioè, in virtù di un fatto ad essa estraneo.

Data: 5 Marzo 2024
TRIBUTI – NOTIFICA DI CARTELLA DI PAGAMENTO A MEZZO PEC – INDIRIZZO NON RISULTANTE DA PUBBLICI ELENCHI – VALIDITÀ DELLA NOTIFICA.

Nell’ordinanza in commento (n. 564/2024), la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sulla validità della notifica di una cartella di pagamento eseguita a mezzo PEC da un indirizzo di posta elettronica certificata istituzionale ma non risultante da pubblici elenchi.

Data: 20 Febbraio 2024
IMPRESA ARTIGIANA NEL SETTORE DELLE LAVORAZIONI ARTISTICHE - BENEFICI CONTRIBUTIVI - REQUISITO DIMENSIONALE AI SENSI DELL’ART. 4 LEGGE 8 AGOSTO 1985, N. 443 - AMMISSIBILITÀ SUPERAMENTO DEI LIMITI - CONDIZIONI.

Nell’ordinanza in commento (n. 36448/2023), la Suprema Corte ha stabilito che per le imprese artigiane operanti nel settore delle lavorazioni artistiche, il limite dimensionale, delle 32 unità, di cui all’art. 4 legge n. 443/1985, rilevante ai fini della concessione dei benefici contributivi, può essere elevato a 40 dipendenti, a condizione che le “unità aggiuntive” oltre la trentaduesima siano tutte assunte con la qualifica di apprendisti.

Data: 13 Febbraio 2024
REATI CONTRO IL PATRIMONIO – BONUS PREVISTI DALLA LEGISLAZIONE EMERGENZIALE PANDEMICA – ATTIVITÀ DI NATURA FRAUDOLENTA PREDISPOSTA PER L’INDEBITO CONSEGUIMENTO DI EROGAZIONI PUBBLICHE – CONFIGURABILITÀ DEL DELITTO DI CUI ALL’ART. 640-BIS C.P.

Nella sentenza in commento (n. 19841/2023), la Suprema Corte penale ha stabilito che l’attività organizzata di natura fraudolenta posta in essere per conseguire erogazioni pubbliche, integra il delitto di cui all’art. 640-bis (Truffa) c.p., nel caso in cui la falsa dichiarazione all’ente rappresenta uno dei segmenti dell’azione delittuosa, presupponendo il mancato possesso di una serie di requisiti dichiarati falsamenti esistenti con lo scopo di indurre in errore l’ente erogatore.

Data: 23 Gennaio 2024
CONTENZIOSO TRIBUTARIO - APPELLO - TERMINI - APPLICABILITÀ DELL’ART. 155 C.P.C. - COMPUTO SECONDO IL CALENDARIO COMUNE

Nell’ordinanza in commento (n. 35570/2023), la Corte di Cassazione ha stabilito il seguente principio di diritto: «Per i termini determinati ad “anni” e a “mesi” trova applicazione il criterio dettato dall’art. 155, cod. proc. civ., secondo il quale gli stessi si computano secondo il calendario comune, quindi secondo il calendario gregoriano non ex numero sed ex numeratione dierum.

Data: 9 Gennaio 2024
BANCAROTTA PER DISTRAZIONE - ELEMENTI PER LA CONFIGURABILITÀ DEL REATO - SOTTRAZIONE DI CESPITI ATTIVI EFFETTIVI E ESISTENTI, DISPONIBILITÀ DEI BENI NON RINVENUTI

Nella sentenza in commento (n. 28256/2023), la Corte di Cassazione penale ha ribadito che ai fini della configurabilità del reato di bancarotta per distrazione è necessario che siano stati sottratti alla garanzia dei creditori cespiti attivi effettivi e sicuramente esistenti.

Data: 19 Dicembre 2023
EMISSIONE DI FATTURE PER OPERAZIONI INESISTENTI – CONFIGURABILITÀ DEL REATO – NECESSARIO ACCERTAMENTO DEL DOLO SPECIFICO

Nella sentenza in commento (n. 42497/2023), la Corte di Cassazione penale, nel ribadire che per la configurabilità del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti è necessario l’accertamento del dolo specifico del soggetto agente, ha chiarito le modalità con le quali provare la volontà di commettere il reato in oggetto. La vicenda trae scaturigine dalla decisione della Corte d’Appello, che in riforma della sentenza di assoluzione del Tribunale, riteneva l’imputato colpevole del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 d.lgs. n. 74/2000), in quanto - titolare di un laboratorio per l’assemblaggio di capi di vestiario irregolare-, aveva istigato il legale rappresentate di altra società ad emettere le relative fatture. Avverso tale decisione l’imputato ha proposto l’odierno ricorso per cassazione, lamentando, tra l’altro, l’errata valutazione della propria responsabilità con riferimento alla volontà di favorire soggetti terzi.

Data: 29 Novembre 2023
BANCAROTTA FRAUDOLENTA DOCUMENTALE - CONFIGURABILITÀ DEL REATO - NECESSITÀ DI PROVARE L’INTENZIONE DOLOSA DELL’AMMINISTRATORE, ANCHE IN CASO DI MANCATA TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI

Nella sentenza in commento (n. 42856/2023), la Corte di Cassazione penale chiarisce che, in tema di bancarotta fraudolenta documentale, anche in mancanza delle scritture contabili, ai fini della configurabilità del dolo specifico, è necessario svolgere una ulteriore indagine che consenta di ricondurre tale elemento oggettivo alla scelta dolosa dell’amministratore della società.

Data: 14 Novembre 2023
OMESSA DICHIARAZIONE IVA - RESPONSABILITÀ DELL’AMMINISTRATORE DI DIRITTO DELLA SOCIETÀ

Nella sentenza in commento (n. 40490/2023), la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che, in caso di omessa dichiarazione IVA, si configura la responsabilità del legale rappresentante/amministratore di diritto della società - in quanto soggetto obbligato ex lege a presentare le dichiarazioni fiscali relative all’ente -, in virtù dell’art. 5 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74.

Data: 2 Novembre 2023
CESSIONE RAMO D’AZIENDA – REGIME DELLE IMPOSTE DIRETTE E IVA – ACCERTAMENTO TRIBUTARIO

Nell’ordinanza in commento (n. 26716/2023), la Suprema Corte si è pronunciata in materia di cessione di ramo di azienda. La vicenda trae scaturigine dall’impugnazione di un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA, - a mezzo del quale era stata recuperata a tassazione la plusvalenza dichiarata dalla società contribuente nel modello unico, nell’apposito spazio concernente le plusvalenze relative ad operazioni esenti, per conferimento di un asserito ramo d’azienda, in regime di neutralità fiscale, in una neocostituita società, esercente attività di locazione immobiliare, di cui il contribuente deteneva il 100% delle quote -, rigettata dalla Corte tributaria provinciale e, in secondo grado, accolta dalla Corte tributaria regionale

Data: 17 Ottobre 2023
AGEVOLAZIONI FISCALI SULLA PRIMA CASA – TERMINE DI MESI 18 PER IL TRASFERIMENTO DELLA RESIDENZA DELL’ACQUIRENTE DI CUI ALL’ART. 1, NOTA 2-BIS DELLA TARIFFA ALLEGATA AL D.P.R. N. 131/1986 – NATURA.

Nell’ordinanza in commento (n. 24488/2023), la Suprema Corte si è nuovamente pronunciata sulla natura del termine previsto per il trasferimento della residenza del soggetto che acquista un immobile al fine di usufruire delle agevolazioni fiscali di prima casa. La vicenda trae scaturigine dall’opposizione di un contribuente all’avviso di liquidazione emesso dall’Agenzia delle entrate a mezzo del quale veniva disconosciuta l’applicazione dell’aliquota agevolata per l’acquisto di immobile prima casa atteso che il soggetto non aveva provveduto al trasferimento della propria residenza entro il termine dei 18 mesi dall’acquisto. Il contribuente, soccombente nel primo grado di giudizio, risultava vittorioso in appello e, avverso tale decisione del giudice di seconde cure, l’ente proponeva ricorso per cassazione, eccependo la natura perentoria del termine de quo.

Data: 3 Ottobre 2023
ESDEBITAZIONE - ART. 142 LEGGE FALLIMENTARE - ILLECITI FISCALI COMMESSI DALLA SOCIETÀ PRIMA DEL FALLIMENTO - VALUTAZIONE DELL’IRRISORIETÀ DELLA PERCENTUALE DI SODDISFAZIONE DEI CREDITORI.

Nell’ordinanza in commento (n. 15359/2023), la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito al beneficio di esdebitazione per il socio illimitatamente responsabile di una società in nome collettivo dichiarata fallita. Più nel dettaglio, - con riferimento a quanto disposto dall’art. 142, commi 1 e 2, della legge fallimentare -, la Suprema Corte ha chiarito che: la consumazione di illeciti fiscali da parte di una società prima della dichiarazione di fallimento non impedisce l’accesso al beneficio dell’esdebitazione; oltre che la irrisorietà delle percentuali di soddisfazione dei creditori - circostanza ostativa di cui all’art. 142, comma 2, legge fall. - va valutata con riferimento al principio del favor debitoris.

Data: 26 Settembre 2023
REATI TRIBUTARI – VALUTAZIONI COMPIUTE IN SEDE DI ACCERTAMENTO TRIBUTARIO – NO VALORE VINCOLANTE, MA POSSIBILITÀ DI TRARRE ELEMENTI DI PROVA NEL PROCESSO PENALE

Nella sentenza in commento (n. 24525/2023), la Corte di Cassazione penale, in tema di reati tributari, ha precisato che le valutazioni compiute in sede di accertamento tributario non sono vincolanti per il giudice penale, tuttavia, con adeguata motivazione, è possibile trarne elementi probatori a sostegno del proprio convincimento. Nel caso che ci occupa, l’odierno ricorrente proponeva ricorso per cassazione avverso il provvedimento della Corte di appello che aveva confermato la decisione di primo grado di condanna dell’imputato - quale legale rappresentante di una società - alla pena di sei mesi di reclusione per il reato di cui all’art. 10-ter d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, per omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale. Il ricorrente censurava fondamentalmente il vizio di motivazione, nonché il travisamento della prova sulla quale la medesima si fondava.

Data: 12 Settembre 2023
CONTENZIOSO TRIBUTARIO - ANNULLAMENTO IN SEDE DI AUTOTUTELA - NO CORRELAZIONE MECCANICA DELLA COMPENSAZIONE DELLE SPESE.

Nell’ordinanza in commento (n. 18459/2023), la Suprema Corte – chiamata a pronunciarsi in materia di contenzioso tributario – chiarisce che alla cessazione della materia del contendere, a seguito di annullamento dell’atto impugnato in sede di autotutela, dopo la definizione del giudizio di merito non può meccanicamente correlarsi la compensazione delle spese. Nel caso che ci occupa l’odierno ricorrente impugnava innanzi alla CTP una cartella esattoriale emessa dall’Agenzia delle Entrate per il recupero dell’imposta di registro relativa ad una sentenza, in quanto vi era stata una erronea identificazione del destinatario. La CTP emetteva sentenza di non luogo a deliberare per cessata materia del contendere, in quanto già in sede di autotutela l’ente aveva riconosciuto l’errore annullando la cartella, e disponeva la compensazione delle spese di giudizio. Avverso tale decisione il contribuente adiva la CTR che rigettava il gravame, ritenendo che il ricorrente, essendo già venuto a conoscenza dell’intervenuto sgravio in sede di autotutela, avesse intrapreso un’azione giudiziaria nella consapevolezza della sua superfluità.

Data: 19 Luglio 2023

Richiamami

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