EDIFICAZIONE DI NUOVO COMPLESSO EDILIZIO - CALCOLO DISTANZE TRA EDIFICI - PARAMETRI

Nell’ordinanza in commento (n. 7604/2024), la Suprema Corte chiamata a pronunciarsi in materia di distanze tra edifici ha stabilito che sono esclusi dal calcolo delle distanze solo gli sporti con funzione meramente ornamentale, di rifinitura o accessoria – come mensole, cornicioni, canalizzazioni di gronda e simili – non anche le sporgenze degli edifici aventi particolari proporzioni, come i balconi, costituite da solette aggettanti anche se scoperte, di apprezzabile profondità e ampiezza.

Data: 4 Giugno 2024
EDIFICAZIONE DI UN CAMPO DA PADEL E/O CONVERSIONE DI CAMPO DA TENNIS – NUOVA COSTRUZIONE – NECESSARIO IL PERMESSO DI COSTRUIRE

Nella sentenza in commento (n. 11999/2024), la Suprema Corte penale ha stabilito che la creazione di un campo da padel ex novo o la conversione di un campo da tennis in un campo da padel sono qualificabili come nuove costruzioni; ne consegue che non è sufficiente la semplice SCIA, bensì è necessario il permesso di costruire

Data: 21 Maggio 2024
SANITÀ PUBBLICA – GESTIONE RIFIUTI – VIOLAZIONI DELLE PRESCRIZIONI RELATIVE A: ESTRAZIONE, CAPTAZIONE, RECUPERO, TERMODISTRUZIONE DEL BIOGAS GENERATO NELLA GESTIONE DI UNA DISCARICA DI RIFIUTI INERTI – CONFIGURABILITÀ DEL REATO DI CUI ALL’ART. 29- QUATTUORDECIES, COMMA 3, LETT. B), D.LGS. N. 152/2006

Nella sentenza in commento (n. 10236/2024), la Suprema Corte ha ribadito che, in tema di reati concernenti i rifiuti, risponde della contravvenzione di cui all’art. 29- quattuordecies, comma 3, lett. b), d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, e non dell’illecito amministrativo previsto dal comma 2 della citata disposizione, il titolare dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) che ne violi le prescrizioni relative all’estrazione, alla captazione, al recupero energetico o alla termodistruzione del biogas generato dai rifiuti inerti conferiti in discarica, ivi comprese quelle afferenti alle attività di controllo e di manutenzione degli impianti a tal fine predisposti, perché comunque inerenti alla complessiva gestione dei rifiuti, senza che rilevi l’eventuale qualifica come rifiuto del biogas.

Data: 7 Maggio 2024
REATI EDILIZI - PERICULUM IN MORA - SEQUESTRO PREVENTIVO DI MANUFATTO ABUSIVO UBICATO IN ZONA AGRICOLA

Nella sentenza in commento (n. 8671/2024), la Suprema Corte di Cassazione penale, in tema di reati edilizi, ha precisato che il “periculum in mora” richiesto ai fini del sequestro preventivo di un manufatto abusivo ultimato, ubicato in zona agricola, può essere legittimamente motivato con l’aggravio del carico urbanistico che le opere determinano, come desumibile dalla loro consistenza e destinazione d’uso, oltre che dalla destinazione urbanistica dell’area su cui insistono, trattandosi di elementi idonei a fornire un’oggettiva indicazione dell’incidenza dell’intervento sulle esigenze urbanistiche della zona.

Data: 23 Aprile 2024
CONDOMINIO - LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL SINGOLO CONDOMINO - LIMITI

Nella sentenza in commento (n. 7053/2024), la Suprema Corte ha ribadito il principio secondo cui i singoli condomini non sono legittimati a proporre opposizione al decreto ingiuntivo emesso avverso il Condominio.

Data: 9 Aprile 2024
CONDOMINIO - MOROSITÀ DEL CONDOMINO - MANCATA ATTIVAZIONE DELLE PROCEDURE DI RECUPERO DEGLI ONERI - RESPONSABILITÀ DELL’AMMINISTRATORE

Nell’ordinanza in commento (n. 36277/2023), la Suprema Corte si è pronunciata in materia di responsabilità dell’amministratore condominiale in caso di mancata attivazione delle procedure per il recupero di oneri condominiali dal condomino moroso.

Data: 26 Marzo 2024
CONDOMINIO - CONTROVERSIE AVENTI AD OGGETTO DANNI CAUSATI DA SBALZI DI CORRENTE ALL’ASCENSORE CONDOMINIALE - GIURISDIZIONE.

Nell’ordinanza in commento (n. 258/2024), la Suprema Corte, a Sezioni Unite, si è pronunciata in merito alla giurisdizione nella fattispecie di controversie aventi ad oggetto i danni causati da “sbalzi” elettrici all’ascensore di un Condominio.

Data: 27 Febbraio 2024
CONDOMINIO – USO DEI BENI COMUNI – REGOLAMENTAZIONE – NO POSSIBILITÀ DI ALTERAZIONE DELLA DESTINAZIONE D’USO – ART. 1102 C.C. QUALE NORMA DI RIFERIMENTO

Nell’ordinanza in commento (n. 36438/2023), la Suprema Corte ha stabilito che, in materia condominiale, ai sensi dell’art. 1102 c.c., ciascun condomino può utilizzare la cosa comune in modo particolare e diverso dagli altri, a condizione che sia rispettata la destinazione d’uso della parte condominiale in questione e che l’utilità maggiore e più intensa da questi tratta non impedisca agli altri comproprietari di farne parimenti uso.

Data: 30 Gennaio 2024
CONDOMINIO – SOPRAELEVAZIONE IN DIFFORMITÀ CON LEGGI ANTISISMICHE – ILLEGITTIMITÀ

Nell’ordinanza in commento (n. 32281/2023), la Corte di Cassazione ha disposto che la sopraelevazione realizzata in contrasto con la normativa antisismica si presume pericolosa, dunque, l’opera risulta essere incompatibile con il divieto di cui all’art. 1127 c.c. Nel caso che ci occupa, l’odierno ricorrente aveva convenuto in giudizio la controparte per la demolizione della sopraelevazione da quest’ultimo eseguita al secondo piano di una unità immobiliare in comproprietà tra le parti, in quanto costruita in difformità con la normativa urbanistica. Risultata essere soccombente sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, la parte proponeva l’odierno ricorso per cassazione, lamentando che la costruzione oggetto di causa non rispettava la normativa urbanistica antisismica.

Data: 3 Gennaio 2024
RENDICONTO CONDOMINIALE – CRITERI DI REDAZIONE – ART. 1130-BIS C.C. – PRINCIPIO DELLA PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA

Nell’ordinanza in commento (n. 28257/2023), la Suprema Corte si è espressa in merito alle modalità di redazione del rendiconto condominiale, sancendo il seguente principio di diritto: «il rendiconto condominiale, a norma dell’art. 1130-bis c.c., deve specificare nel registro di contabilità le «voci di entrata e di uscita», documentando gli incassi e i pagamenti eseguiti, in rapporto ai movimenti di numerario ed alle relative manifestazioni finanziarie, nonché, nel riepilogo finanziario e nella nota sintetica esplicativa della gestione, «ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio», con indicazione «anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti», avendo riguardo al risultato economico delle operazioni riferibili all’esercizio annuale, che è determinato dalla differenza tra ricavi e costi maturati. Perché la deliberazione di approvazione del rendiconto, ovvero dei distinti documenti che lo compongono, possa dirsi contraria alla legge, agli effetti dell’art. 1137, comma 2, c.c., occorre accertare, alla stregua di valutazione di fatto che spetta al giudice di merito, che dalla violazione dei diversi criteri di redazione dettati dall’art. 1130-bis c.c. discenda una divaricazione tra il risultato effettivo dell’esercizio, o la rappresentazione della situazione patrimoniale del condominio, e quelli di cui il bilancio invece dà conto, ovvero che comunque dal registro di contabilità, dal riepilogo finanziario e dalla nota esplicativa della gestione non sia possibile realizzare l’interesse di ciascun condomino alla conoscenza concreta dei reali elementi contabili, nel senso che la rilevazione e la presentazione delle voci non siano state effettuate tenendo conto della sostanza dell’operazione»

Data: 5 Dicembre 2023
CONDOMINIO – POTERI DELL’AMMINISTRATORE PRO-TEMPORE IN AMBITO PENALE

Nella sentenza in commento (n. 33813/2023), la Suprema Corte Penale riconosce la legittimità della querela sporta dall’amministratore pro-tempore di un Condominio anche in assenza dell’autorizzazione dell’assemblea. La vicenda trae scaturigine dalla decisione del giudice di seconde cure che, a conferma di quanto statuito dal Tribunale, aveva accertato la responsabilità penale di due condomini in relazione al reato di furto di acqua. Avverso tale decisione gli imputati proponevano l’odierno ricorso per cassazione, adducendo, tra l’altro, il difetto della condizione di procedibilità, atteso che la querela era stata sporta dall’amministratore del Condominio senza la delibera assembleare.

Data: 21 Novembre 2023
ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO (ATP) ANTE CAUSAM – SPESE A CARICO DELLA PARTE RICHIEDENTE

Nell’ordinanza in commento (n. 28677/2023), la Suprema Corte ha ribadito che le spese della procedura di accertamento tecnico preventivo ante causam devono essere poste a carico della parte richiedente, in virtù dell’onere di anticipazione e del principio di causalità e devono essere prese in considerazione nell’eventuale giudizio di merito, come spese giudiziali, da regolare in base agli ordinari criteri di cui agli artt. 91 e 92 c.p.c.

Data: 8 Novembre 2023
EDIFICAZIONE DI TETTOIA – VIOLAZIONE DEL REGOLAMENTO CONDOMINIALE – ILLEGITTIMITÀ

Nell’ordinanza in commento (n. 26424/2023), la Suprema Corte ha stabilito l’illegittimità della realizzazione di una tettoia edificata in violazione del regolamento condominiale. Nel caso che ci occupa, il Condominio aveva convenuto in giudizio gli odierni controricorrenti per aver realizzato una tettoia a copertura della veranda di loro proprietà, in violazione del regolamento condominiale, richiedendo il ripristino dello status quo ante; soccombente sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, depositava il presente ricorso per cassazione. Il Condominio lamentava, tra gli altri motivi, la violazione degli artt. 1362 (Intenzioni dei contraenti), 1363 (Interpretazione complessiva delle clausole), 1366 (Interpretazione di buona fede), 1369 (Espressioni con più sensi) e 1371 (Regole finali) c.c. relativamente all’art. 13 del regolamento condominiale.

Data: 11 Ottobre 2023
CONTROVERSIE CONDOMINIALI – OPERE IN VIOLAZIONE DELLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI E PER LE VEDUTE – ALTERAZIONE DEL DECORO ARCHITETTONICO

Nell’ordinanza in commento (n. 16518/2023), la Suprema Corte - chiamata a pronunciarsi in materia condominiale - ha fatto chiarezza in merito al concetto di decoro architettonico, ribadendo il seguente principio di diritto: «in materia di condominio negli edifici, nel valutare l’impatto di un’opera modificativa sul decoro architettonico è da adottare un criterio di reciproco temperamento tra i rilievi attribuiti all’unitarietà di linee e di stile originaria, alle menomazioni apportate da precedenti modifiche e all’alterazione prodotta dall’opera modificativa sottoposta a giudizio, senza che possa conferirsi rilevanza da sola decisiva, al fine di escludere un’attuale lesione del decoro architettonico, al degrado estetico prodotto da precedenti alterazioni».

Data: 20 Settembre 2023
EDILIZIA POPOLARE - BENI DEL PATRIMONIO INDISPONIBILE DI ENTE PUBBLICO NON TERRITORIALE - MODALITÀ DI SOTTRAZIONE ALLA PUBBLICA DESTINAZIONE - INUSUCAPIBILITÀ

Nella sentenza in commento (n. 19951/2023), la Suprema Corte ha ribadito che in materia di beni immobili, ai sensi del combinato disposto degli artt. 830 e 828, comma 2, c.c., i beni del patrimonio indisponibile di un ente pubblico non territoriale possono essere sottratti alla pubblica destinazione soltanto nei modi stabiliti dalla legge, quindi non certamente per effetto di usucapione, atteso che i diritti reali incompatibili con la destinazione del bene dell’ente al soddisfacimento del bisogno primario di una abitazione per cittadini non abbienti non sono usucapibili.

Data: 29 Agosto 2023
DISCIPLINA ANTIFORTUNISTICA SUI LUOGHI DI LAVORO - VIOLAZIONE - CONFIGURABILITÀ DEL REATO DI LESIONI COLPOSE

Nella sentenza in commento (n. 30169/2023), la Corte di Cassazione penale si è pronunciata in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il caso che ci occupa trae scaturigine dalla caduta del dipendente di una società da un trabattello, posto a 1,52 metri di altezza da terra, durante il regolare espletamento dell’attività lavorativa, a seguito della quale riportava lesioni personali guaribili in oltre 40 giorni per trauma cranio-encefalico, con postumi invalidanti permanenti.

Data: 26 Luglio 2023
CONDOMINIO - NATURA DEL SOTTOTETTO - ESAME DELLE CARATTERISTICHE STRUTTURALI QUALE PARAMETRO PER INDIVIDUARNE LA PROPRIETÀ

Nell’ordinanza in commento (n. 10269/2023), la Suprema Corte, pronunciandosi in materia condominiale, fa chiarezza sulla proprietà del sottotetto. Nel caso che ci occupa, il proprietario di un immobile sito all’interno di uno stabile condominiale aveva convenuto in giudizio i proprietari dell’ultimo piano del palazzo onde ottenere l’accertamento del diritto di comproprietà del vano sottotetto con contestuale rimessione in ripristino dello stato dei luoghi atteso che già nell’anno 1995 la parte convenuta aveva costruito delle opere murarie per rendere esclusivo l’utilizzo di una rilevante porzione del sottotetto, utilizzato dal condominio come deposito di materiale e per l’impianto centralizzato della tv.

Data: 21 Giugno 2023
REATI EDILIZI - PERMESSO A COSTRUIRE SUCCESSIVAMENTE ANNULLATO - PROCEDURA AI SENSI DELL’ART. 38 D.P.R. 6 GIUGNO 2001, N. 380 - APPLICABILITÀ E REQUISITI

Nella sentenza in commento (n. 11783/2023), la Suprema Corte è stata chiamata a pronunciarsi in merito ai presupposti per l’applicabilità dell’art. 38 d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380, in materia di reati edilizi. Il caso che ci occupa trae scaturigine dal rigetto della richiesta di revoca di una ingiunzione a demolire relativa ad un capannone per la cui realizzazione l’odierno ricorrente era stato condannato nell’anno 1997 per il reato di cui agli artt. 20, lett. c), l. n. 47/1985 e 13, 14 l. n. 1086/1971 (edificazione sine titulo), cui seguiva, da parte dello stesso, nell’anno 2020 la presentazione di una istanza di revoca dell’ordine di demolizione, successivamente, una richiesta ai sensi dell’art. 38 d.p.r. n. 380/2001, e, infine, una ulteriore domanda di annullamento/revoca dell’ingiunzione a demolire - tutte rigettate -.

Data: 31 Maggio 2023
EDILIZIA - ART. 5 LEGGE REGIONE CAMPANIA 28 DICEMBRE 2009, N. 19 - INTERVENTI STRAORDINARI DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DI EDIFICI PREESISTENTI - INCREMENTO VOLUMETRICO - FATTISPECIE

Nella sentenza in commento (n. 11796/2023), la Suprema Corte, in tema di reati edilizi, chiarisce come per l’applicazione dell’art. 5 legge Regione Campania 28 dicembre 2009, n. 19 - aumento, entro il limite massimo del 35%, della volumetria di edifici residenziali preesistenti a seguito di interventi straordinari di demolizione e ricostruzione - è necessario che la destinazione urbanistica dell’area su cui l’edifico è ubicato resti immutata. Nel caso che ci occupa una società, di cui l’odierno ricorrente è il legale rappresentante, aveva eseguito la demolizione di un fabbricato residenziale e, successivamente, nella medesima area la costruzione di più fabbricati, beneficiando dell’incremento volumetrico del 35% di cui al summenzionato art. 5. Va però specificato che l’area in oggetto era classificata in parte “B-residenziale” e in parte “E-agricola” e solo su quest’ultima era stata realizzata la volumetria aggiuntiva (5 villette e 1 palazzina).

Data: 23 Maggio 2023
EDILIZIA POPOLARE - DECADENZA/REVOCA DELL’ASSEGNAZIONE - L.R. LAZIO N. 12/1999, ART. 11, COMMA 1, LETT. C) - MANCANZA DEI REQUISITI DI LEGGE

Nell’ordinanza in commento (n. 10017/2023), la Suprema Corte - chiamata a pronunciarsi in materia di edilizia popolare - sancisce il seguente principio di diritto: «l’art. 11, comma 1, lett. c), della legge reg. Lazio 6 agosto 1999, n. 12, là dove prevede, tra i requisiti soggettivi per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa, la “mancanza di titolarità” del diritto di proprietà “su alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare” secondo gli altri requisiti di ubicazione e valore ivi indicati deve intendersi riferito sia all’acquisto del diritto di proprietà su immobile gravato da usufrutto, sia, come nella specie, all’acquisto della piena proprietà, seguito successivamente dalla costituzione di un usufrutto».

Data: 3 Maggio 2023

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